Le pellicole architettoniche Cover Styl’ permettono di cambiare completamente l’aspetto di una cucina, di una porta, di un bancone o di una parete senza smontare nulla. Si applicano sulla superficie esistente e ne modificano materia e colore: marmo, cemento, legno, metallo spazzolato, tessuto. Nel nostro showroom a Verona le selezioniamo, le progettiamo sul caso specifico e ne curiamo la posa.

Che cosa sono, e cosa non sono

Non sono adesivi decorativi da bricolage. Sono rivestimenti vinilici termoformabili ad alto spessore, con una texture che si percepisce anche al tatto, progettati per avvolgere le superfici seguendone spigoli e curve. Il risultato non è una superficie stampata: è un materiale nuovo applicato sopra quello vecchio.

La differenza pratica sta in due punti. Il primo è la termoformatura, che permette di rivestire profili e raggi senza pieghe e senza giunzioni visibili. Il secondo è la durata: il produttore dichiara una garanzia di dieci anni contro delaminazione, screpolature e ingiallimento.

Per la casa

Una cucina con una struttura ancora impeccabile ma un frontale ormai fuori tempo. Porte interne di buona manifattura in un colore che non funziona più. Un armadio su misura che nessuno vorrebbe smontare. In tutti questi casi il problema è la finitura, non il mobile.

Rivestire costa una frazione della sostituzione, non produce polvere e non richiede di svuotare la stanza.

Per il negozio

Banconi, pareti d’accento, camerini, infissi, ascensori. Per un’attività commerciale il costo maggiore di una ristrutturazione non è il preventivo: sono i giorni di chiusura.

La posa è pulita e silenziosa, si esegue in tempi ridotti e in molti casi fuori dall’orario di apertura, azzerando i giorni di inattività.

Su quali superfici funziona

L’adesione dipende dal supporto, ed è il primo elemento che valutiamo. Una pellicola posata su una base non adatta è un lavoro che si sfoglia.

Funziona bene su

  • Laminati lucidi e opachi
  • Melamminico e PVC
  • Alluminio e altri metalli
  • Vetro
  • Porte tamburate lisce
  • Pannelli compositi
  • Superfici verniciate stabili e planari

Non è la soluzione giusta per

  • Legno massello grezzo o poroso
  • Superfici bugnate e intagliate
  • Gambe tornite, fregi e modanature
  • Intonaco e cartongesso non trattati
  • Pavimenti
  • Esterni

Un punto su cui siamo diretti. Se l’elemento da valorizzare è una porta d’epoca bugnata, un mobile con intagli o una parete scenografica, la pellicola non è la risposta: non può insinuarsi nei dettagli e li appiattirebbe. In quei casi lavoriamo con i nostri decoratori, a mano, con velature e patinature. Sono due tecnologie diverse per problemi diversi, e proporre quella sbagliata si vede dopo sei mesi.

Dove la resistenza conta

La destinazione d’uso è il secondo criterio. Le superfici sotto stress meccanico continuo — banconi d’ingresso, tavoli di un locale, piani di lavoro, camerini, zone umide come bagno e retro-cucina — chiedono una barriera resistente a graffi, urti, detergenti e acqua. È esattamente il terreno delle pellicole architettoniche, ed è il motivo per cui vengono usate in contesti ad alto calpestio.

Al contrario, per una parete d’accento dietro una testata, per un effetto cemento nel living o per una colonna trattata a finto marmo, la resistenza non è il problema: lo è la resa sartoriale. Lì ha più senso la decorazione a mano, che si modula sul posto in base alla luce reale dell’ambiente.

Oltre 470 finiture, e il problema di sceglierne una

Il catalogo conta più di 470 riferimenti, organizzati in nove famiglie: legno, pelle, marmo, pietra naturale, tessuto, tinta unita, metallico, glitter e soft touch. È un’ampiezza che risolve quasi ogni esigenza e che, davanti a un campionario, diventa paralizzante.

Il lavoro di selezione è la parte che facciamo insieme in showroom: si parte dalla luce dell’ambiente, dai materiali già presenti e dagli elementi che restano invariati, e si arriva a due o tre candidati da valutare dal vivo. Una texture scelta a schermo e una vista accanto al pavimento di casa sono due cose diverse.

La posa non è un fai-da-te

È la parte che determina se il risultato durerà. Le pellicole termoformabili richiedono preparazione accurata del supporto, controllo della tensione durante l’applicazione e gestione delle curve d’angolo. Planarità perfetta, giunzioni invisibili e tenuta nel tempo dipendono da questo, non dal prodotto.

Seguiamo il progetto dalla selezione della texture alla preparazione dei supporti fino all’applicazione, affidata a posatori specializzati.

I limiti, detti prima

  • La rimozione è pulita su superfici laminate. Su carta da parati o su pittura, togliere la pellicola danneggia il supporto sottostante.
  • La garanzia non copre la posa a pavimento né in esterno: non sono applicazioni previste.
  • Il supporto deve essere sano e planare. Ante gonfiate da umidità, laminati sollevati o superfici irregolari vanno risolte prima, oppure il difetto resta visibile sotto.
  • Su superfici molto porose la tenuta nel tempo non è affidabile: lì si sceglie un’altra strada.

Vieni a toccare i materiali

Nel nostro showroom a Verona trovi i campionari materici delle pellicole e, accanto, i pannelli campione realizzati a mano dai nostri decoratori. È il modo più rapido per capire quale delle due tecnologie ha senso per i tuoi spazi: spesso la risposta è entrambe, su elementi diversi dello stesso progetto.

Porta con te qualche foto degli ambienti e le misure degli elementi da rivestire.

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