Un progetto che parte da ciò che c'era già
In questo progetto si esprime l'essenza del nostro metodo di lavoro: un'attenta selezione di oggetti e materiali preesistenti che meritano di essere salvati e valorizzati.
Le foto del «prima» mostrano una classica abitazione anni '80, arredata secondo la moda dell'epoca ma con un valore aggiunto fondamentale: materiali di ottima qualità, come pavimenti in marmo e arredi in legno massiccio. È da qui che è iniziato il lavoro, non da un foglio bianco.
Quando si rinnova casa la tentazione di rimuovere tutto ciò che «sa di vecchio» è forte. Spesso però ciò che disturba non è il materiale in sé, ma il contesto cromatico in cui si trova: un marmo che sembra pesante accanto a pareti bianche può diventare caldo e coerente accanto al colore giusto. Una consulenza d'arredo a Verona serve esattamente a questo: distinguere ciò che va sostituito da ciò che va semplicemente riletto.
Il progetto in sintesi
- InterventoRinnovo completo degli interni di una villetta anni '80
- AmbientiSoggiorno e zona pranzo, cucina, due bagni, zona notte, scala
- CommittenzaFamiglia con due bambini e due cani
- Materiali conservatiPavimenti in marmo e in graniglia, arredi in legno massiccio, scala in ferro battuto
- PaletteToni del verde come filo conduttore, con accenti rosa e lilla nei bagni
- FiniturePitture lavabili Little Greene, laccature, carte da parati, tessuti in lino
Il punto di partenza
Una villetta di quegli anni arriva quasi sempre con la stessa combinazione: finiture datate nella forma, ma eccellenti nella sostanza. Marmi posati a regola d'arte, graniglie, legni massicci, ferro battuto lavorato a mano. Materiali che oggi avrebbero un costo difficilmente sostenibile e che, nella maggior parte dei casi, sono ancora perfettamente integri.
Il primo sopralluogo serve proprio a fare questo inventario: capire che cosa è recuperabile, che cosa è funzionalmente superato e che cosa, semplicemente, non è mai stato valorizzato dal contesto in cui si trovava.
Un aspetto spesso sottovalutato. Prima di decidere che un pavimento «non piace», vale la pena vederlo accanto a una campionatura reale del colore che si sta valutando. La percezione cambia radicalmente: lo stesso marmo può risultare freddo accanto a un bianco ottico e caldo accanto a un verde salvia. Per questo lavoriamo con i barattoli campione direttamente in cantiere, sulle pareti reali e con la luce reale.
I pavimenti e la palette colori
I nuovi proprietari non amavano il marmo originale. Abbiamo consigliato di mantenerlo, studiando una palette sui toni del verde per attenuarne l'impatto visivo e fare da filo conduttore in tutta la casa.
È una scelta che risponde a un principio preciso: quando un pavimento continuo attraversa più ambienti, diventa l'elemento più forte del progetto. Contrastarlo significa combattere contro qualcosa che è ovunque; accompagnarlo, invece, permette di ottenere continuità senza dover ripetere lo stesso colore stanza per stanza. I verdi scelti condividono la stessa base cromatica ma cambiano intensità e temperatura a seconda dell'esposizione e della quantità di luce naturale di ciascun ambiente.
Perché una pittura lavabile
Per le pareti abbiamo scelto la pittura lavabile Intelligent Matt Emulsion di Little Greene, ideale per una famiglia con bambini piccoli e animali domestici. Appartiene alla gamma delle pitture intelligenti: mantiene l'aspetto opaco e profondo tipico di una emulsione, ma tollera la pulizia ripetuta nei punti dove la casa viene realmente vissuta — corridoi, battiscopa, spigoli, zona di passaggio dei cani.
La scelta dei colori non è mai avvenuta a monitor. Ogni tonalità è stata provata sulle pareti reali e osservata in momenti diversi della giornata: un verde che al mattino appare fresco può virare al grigio nel tardo pomeriggio, e su una parete controluce si legge in modo completamente diverso rispetto a quella che riceve la luce diretta.
Se ti stai orientando sui colori. Nel nostro showroom di Verona trovi l'intera gamma dal vivo e puoi confrontare le tonalità con campioni di tessuto, carta da parati e finiture del legno. Approfondiamo il tema anche nell'articolo perché scegliere i colori Little Greene per la tua casa.
La cucina
Abbiamo rinnovato l'ambiente con un cambio di colore e una disposizione più funzionale dei pensili. Sono stati eliminati i mobili alti sulla parete del lavello, completando quella laterale.
È un intervento che vale la pena spiegare, perché non nasce da un'esigenza estetica ma da come si lavora davvero in cucina. Liberare la parete sopra il lavello significa restituire luce naturale e profondità a un punto in cui si passa molto tempo in piedi; spostare la capienza sulla parete laterale, che non ha finestre, mantiene invariato lo spazio di stivaggio. Si guadagna respiro senza perdere nulla in praticità.
Le ante e i dettagli
Le ante sono state laccate in un verde acceso e arricchite con pomelli in ottone in stile inglese. Laccare ante esistenti, quando la struttura è solida e le cerniere sono in ordine, è quasi sempre preferibile alla sostituzione: si conserva un telaio costruito bene e si interviene solo su ciò che è realmente invecchiato, cioè il colore e la ferramenta.
Il tavolo è stato sverniciato e protetto con una finitura opaca naturale, mentre le lampade di Corston aggiungono un tocco di eleganza. La sverniciatura di un piano in legno massiccio è una lavorazione che rientra nel nostro recupero del mobile vintage: rimuove gli strati accumulati e riporta in evidenza la venatura, che poi la finitura opaca protegge senza creare l'effetto plastificato tipico dei trasparenti lucidi.
In cucina il colore è stato tenuto più carico rispetto al resto della casa. La stanza riceve luce da due lati e il rivestimento esistente ha una componente calda: un verde troppo diluito sarebbe apparso spento. Se stai valutando anche una parete decorata in questo ambiente, abbiamo raccolto i criteri tecnici nella guida sulla carta da parati per la cucina.
I bagni
Per valorizzare il marmo presente, abbiamo dipinto i soffitti e la parte alta delle pareti con tonalità intense: un rosa deciso per un bagno e un lilla molto tenue per l'altro.
Nei bagni degli anni '80 il rivestimento sale di norma fino a metà parete e non è quasi mai sostituibile senza rifare l'impianto. La fascia che resta libera sopra la piastrella, insieme al soffitto, è l'unica superficie realmente disponibile — ed è proprio lì che conviene concentrare il colore. Portare la tinta anche sul soffitto, invece di fermarsi allo stacco della parete, chiude visivamente la stanza dall'alto e fa leggere il rivestimento come parte di un insieme voluto anziché come un residuo del passato.
La scelta di due tonalità diverse per i due bagni non è casuale: hanno marmi differenti e ricevono luce in modo diverso. Un rosa deciso regge il confronto con una pietra dai toni freddi, mentre un lilla appena accennato lavora meglio dove il marmo è già di per sé presente e vistoso.
Se stai valutando una decorazione in bagno. Anche la carta da parati è possibile in questo ambiente, a patto di scegliere la finitura e la parete giuste: le condizioni tecniche sono spiegate nella guida sulla carta da parati per il bagno.
La scala
La struttura in ferro battuto è stata tagliata per essere verniciata in laboratorio. Dopo il montaggio, la giunzione è stata mimetizzata con un rosone dipinto a mano dalla bravissima Arianna Carpano.
È l'intervento più tecnico del progetto e vale la pena raccontarlo, perché spiega bene la differenza tra un lavoro fatto in cantiere e uno fatto in laboratorio. Verniciare una ringhiera in opera significa lavorare con protezioni improvvisate, in un ambiente polveroso, senza controllo su temperatura e tempi di essiccazione: il risultato è quasi sempre una finitura irregolare, con colature nei punti di raccordo. Sezionare la struttura, portarla in laboratorio e riassemblarla richiede più passaggi, ma restituisce una superficie uniforme che dura nel tempo.
Resta il problema del punto di giunzione, che sarebbe rimasto visibile. La soluzione — un rosone dipinto a mano nel punto esatto della saldatura — trasforma un vincolo tecnico in un dettaglio decorativo, coerente con la lavorazione originale del ferro battuto.
Il soggiorno
Abbiamo realizzato un mobile a giorno, arricchito da carta da parati sul fondo, il tavolo, le sedie e l'illuminazione, che include corpi illuminanti in gesso colorati come le pareti. Il tappeto color cacao/bordeaux è stato realizzato su misura da ARTEP di Corso Sant'Anastasia.
La carta da parati sul fondo del mobile
Rivestire il fondo di una libreria a giorno è uno dei modi più efficaci di usare una carta da parati quando non si vuole impegnare un'intera parete. La superficie è contenuta e interrotta dai ripiani, quindi anche un disegno articolato non risulta mai invadente; allo stesso tempo dà profondità a una struttura che, con il fondo tinta unita, apparirebbe piatta. È anche una soluzione reversibile: cambiare la carta sul fondo di un mobile è molto meno impegnativo che rifare una parete intera.
Quando invece si ragiona sull'ambiente nel suo complesso, il criterio cambia. Abbiamo raccolto i parametri da valutare — quale parete scegliere, come rapportarsi alle finestre, come dosare il motivo rispetto agli arredi — nella guida dedicata alla carta da parati per il soggiorno.
Illuminazione e tessili come continuità
I corpi illuminanti in gesso sono stati colorati come le pareti. È un accorgimento che funziona negli ambienti dove il soffitto è basso o dove ci sono più punti luce ravvicinati: un paralume che riprende esattamente il colore della parete alle sue spalle smette di essere percepito come oggetto separato e non frammenta la lettura dello spazio.
Il tappeto su misura chiude la composizione. In un ambiente con pavimento continuo e senza divisioni murarie, è il tappeto a definire i confini della zona conversazione: la misura, più ancora del colore, è ciò che determina se il gruppo di sedute appare coeso o disperso.
La zona notte
In camera da letto, la carta da parati dialoga con i colori delle pareti e dei comodini. Un consiglio visivo: far proseguire la carta da parati anche sulla parete laterale, specialmente se adiacente a una finestra, dona movimento e profondità.
È uno degli accorgimenti che consigliamo più spesso e che quasi nessuno considera in fase di preventivo. Fermare la carta esattamente sullo spigolo della parete del letto produce uno stacco netto che l'occhio legge come un'interruzione; farla girare sulla parete adiacente, soprattutto dove c'è una finestra, fa sì che la luce radente attraversi il motivo di sbieco e ne riveli la texture. Il risultato è una stanza che appare più ampia, non più carica. Trovi il ragionamento completo — scelta della parete, rapporto con la testata, dosaggio del motivo — nella guida sulla carta da parati per la camera da letto.
L'armadio e il mobile recuperato
Un grande armadio ad ante scorrevoli a specchio è stato rinnovato con una pellicola effetto laccato, mentre un mobile vintage in legno di rosa rifinito a cera scalda l'ambiente.
Sono due esempi della stessa logica applicata a oggetti molto diversi. L'armadio a specchio è funzionalmente valido — capiente, con scorrevoli in ordine — ma le ante a specchio raddoppiavano visivamente ogni cosa e appesantivano la stanza: la pellicola effetto laccato risolve il problema estetico senza smontare nulla. Il mobile in legno di rosa, invece, richiedeva l'opposto: una finitura a cera che non coprisse l'impiallacciatura ma la nutrisse, restituendo profondità alla venatura. È il tipo di lavorazione che portiamo avanti quotidianamente nel recupero dei mobili vintage.
I tessili
In tutta la casa abbiamo utilizzato il lino bianco latte, calibrando la pesantezza in base alla stanza: leggero in soggiorno per valorizzare la vista sul giardino, di media pesantezza nelle camere e nei bagni per garantire la privacy, e in versione tenda a pacchetto in cucina per la massima praticità.
Usare un solo tessuto in tutta la casa è una scelta che semplifica molto la lettura degli ambienti: nessuna finestra compete con le altre e il colore resta affidato alle pareti e agli arredi. La variabile non è il tessuto, ma il suo peso — ed è questa la parte che va decisa stanza per stanza, non a catalogo.
- Soggiorno: lino leggero, che filtra la luce senza chiuderla e lascia leggibile il giardino oltre il vetro.
- Camere e bagni: media pesantezza, dove serve schermatura reale sia di giorno sia di sera.
- Cucina: tenda a pacchetto, che libera il piano di lavoro e il davanzale e si pulisce con facilità.
È anche il motivo per cui i campioni di tessuto vanno guardati accanto ai campioni di colore e alla carta da parati, e non separatamente: un bianco latte cambia percezione a seconda del verde che ha alle spalle.
Il risultato
Il risultato finale è una casa giovane, fresca e funzionale, perfetta per una famiglia con due bambini e due cani. La nostra consulenza d'arredo parte sempre da qui: valutare ciò che può essere recuperato per creare un ambiente su misura, lontano dalle mode passeggere.
Di questa villetta sono rimasti i pavimenti in marmo, la scala in ferro battuto, la struttura della cucina, l'armadio della camera, il tavolo. È cambiato tutto il resto: il colore, la disposizione dei pensili, le finiture, i tessili, la luce. Un intervento che ha rispettato la qualità costruttiva di partenza invece di cancellarla, e che per questo ha un aspetto meno «nuovo» e più stratificato di una ristrutturazione totale.
Come lavoriamo
Ogni progetto inizia con un sopralluogo e la valutazione dell'esistente, prosegue con la definizione della palette provata sulle pareti reali e si sviluppa poi sui singoli ambienti, coordinando colori, carte da parati, mobili recuperati, tessuti e illuminazione. Nel nostro showroom sul Lungadige Bartolomeo Rubele, a Verona, è possibile vedere e confrontare dal vivo tutti i materiali che compongono un progetto come questo.
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